Nei ritratti fa ergere prepotentemente la natura psicologico-emotiva dei suoi personaggi. Già dagli occhi dei soggetti rappresentati notiamo l’empatia crescente e la nostalgia che si crea quando lo sguardo si allontana dall’opera che in poco tempo mette in risalto ciò che è rimasto impresso nella sua mente trasformandolo in segno, forma e sentimento, valorizzando la percezione tridimensionale dei personaggi che incedono verso lo spettatore in quel “respiro delle cose infinite” (Baudelaire). La luce scivola sulla pelle e sui capelli entrando in sintonia con l’atmosfera che viene avvolta dal pulviscolo evanescente della grafite.

(Francesca Mazzatesta)
 

Il suo talento rende unico un linguaggio espressivo che possiede la preziosa dote della comunicatività. La creatività è la forza motrice della sua arte che permette di realizzare opere pregevoli, riproducendo le emozioni di una realtà ispiratrice. Arte ricercata, che contempla ed esalta la bellezza regalandoci autentici attimi di pura poesia. Ogni opera è caratterizzata da una perfetta armonia compositiva, frutto di un’attenta maestria tecnica affinata con lo studio e l’esperienza.
(Paolo Levi)

Nello scandagliare con attenzione il prodotto artistico di Dania Minotti ci si sofferma subito sulla reale ed effettiva qualità intrinseca, che evidenzia la piena consapevolezza dei suoi mezzi creativi, sia tecnici che espressivi. La pittura contemporanea, come del resto è già successo nel passato e sempre accadrà, esplica significato nel momento in cui riesce a cogliere le valenze del tempo vigente e spesso è demandato ai posteri comprendere chi maggiormente è stato coerente e incline con quel periodo, cogliendone gli aspetti e i tratti salienti nella propria dimensione artistica. Chi produce arte deve prima di tutto assumere posizione di astante come di fronte ad uno specchio e soffermarsi in silenzio per un attimo, quello che basta per comprendersi, analizzarsi esternamente, ma ancor più interiormente. A ben vedere è questo l’intento che ispira e traccia la trama a mosaico del percorso pittorico di Dania che si scruta e nello scrutarsi e guardarsi dentro intimamente, esprime il sentimento contemporaneo e comprende il proprio tempo e anche quello nuovo che avanza, in un confrontarsi instancabile, incalzante e ripetuto costantemente con la propria sostanza emotiva interiore, considerando anche i luoghi e i contesti del suo peregrinare esistenziale, che arricchiscono e completano la consapevolezza di guardare il mondo del presente con occhi di purezza incontaminata. In lei è sempre presente quell’energia interiore di chi vuole vivere in libertà il proprio esistere e potersi esprimere nel mondo e al mondo in modo incondizionato e senza riserve. Ci insegna, che per spiccare il volo ed apprendere la difficile arte di volare occorre lasciare il nido ed essere disposti a fare nuove esperienze con coraggio e intraprendenza d’azione, rompendo gli indugi, le remore e le incertezze e avanzando con caparbia determinazione e tenacia, per raggiungere gli obiettivi e i traguardi prefissati. Questa lungimirante riflessione esistenziale viene traslata da Dania nel suo fare arte e viene messa in pratica concretamente, come spunto di riferimento per compiere ulteriori evoluzioni creative e ulteriori approfondimenti di ricerca.
La produzione vasta e articolata scaturisce da un costrutto ideativo e progettuale con una peculiare dimensione concettuale sottesa. Il ritratto è concepito come meta particolarmente ambita proprio per le difficoltà oggettive di doversi confrontare con il nostro animo e con l’animo umano di chi raffigura. Dania accetta questa sfida e la vince al meglio riuscendo a leggersi dentro e al contempo a leggere dentro i soggetti protagonisti delle rappresentazioni e gestendo l’atto creativo con sapiente maestria e notevole capacità introspettiva.
Dania è donna artista, che intuisce e recepisce il sentimento del suo tempo, ritiene che lo stile ha valore reale soltanto se si rende interprete di un’epoca e risulta sempre ben riconoscibile e soggettivato alla perfezione, formale e sostanziale, equilibrata e armonica. Vive l’arte come vive la vita, vive dentro ai suoi quadri con assoluto abbandono emozionale. In essi esplora e scandaglia la propria condizione di donna contemporanea, con anche le fasi alterne del vissuto quotidiano. Dipinge con tocco leggero e delicato, ordinato e raffinatissimo e cerca di definire l’aspetto distintivo più fragile, sensibile, affascinante, enigmatico delle personalità impresse dentro lo scenario narrativo. La sua pittura possiede una classe e una finezza squisitamente femminile, anche per rivendicare il suo ruolo nella società e di rimando quello delle donne in generale. La nostra epoca vive ogni giorno il riscatto e l’affrancamento delle donne, certo non senza difficoltà, arretramenti e sconfitte, ma è un dato di fatto che oggi la donna, quanto meno nelle società occidentali, è affrancata da una sudditanza millenaria ed è fermamente proiettata e protesa verso la crescita e l’evoluzione collettiva. Dania esprime attraverso l’arte questa coerente consapevolezza e si rende portavoce di un’arte vissuta con radicata convinzione e motivazione. Per lei l’arte equivale a sentire il proprio tempo, anche come affermazione personale a tutto tondo.
I quadri suscitano nel fruitore un tumulto di sensazioni percettive. La conditio sine qua non è di instaurare un dialogo immaginario e immaginato con lo spettatore, un filo conduttore solido di compartecipazione recettiva. Non siamo noi che scrutiamo e indaghiamo, ma l’immagine riprodotta che scruta e indaga noi. Questo innesca un rapporto profondamente compenetrante, che stimola l’osservatore a mettersi a nudo in un confronto autentico e senza maschere, in cui si sente virtualmente “messo al muro” dall’immagine che lo trapassa e da cui è fortemente attratto e attirato.
Dania è un’artista emancipata, senza dipendenze. Per lei l’arte è sinonimo di comunicazione per antonomasia, di apertura mentale e spirituale e nell’era della comunicazione globale tramite cellulari e internet deve conservare questa imprescindibile posizione privilegiata e questo valore incommensurabile. Dipinge con personalità eclettica e volitiva, non teme di aprirsi verso quanto la circonda e desidera lasciare un’impronta ben tangibile e una traccia significativa delle proprie emozioni di donna-persona e di donna-artista.
Perfezionista e amante del bello e della bellezza, nella sua essenza intrinseca oltre che formale, è convinta che quello che serve all’artista è saper attualizzare i suoi soggetti e poter trasmettere e trasferire un trasporto vitale potente e una forza coinvolgente. La tecnica e la perizia esecutiva sono intese come mezzo operativo e sono sussidiarie alle idee e ai pensieri che fanno da fonte ispiratrice travolgente. Le idee e pensieri trovano compimento e si perfezionano tramite la tecnica e la perizia. Accanto alle capacità e alle risorse strumentali si aggiungono una grazia espressiva e una spontaneità naturale, che rafforzano la portata narrante d’insieme.
Dania è una donna artista che con rara lucidità compenetra il presente con le sue immagini, superando la parola e lasciando piacevolmente rapiti e regalandoci una formula di comunicazione immediata, testimonianza stessa del saper vivere l’oggi con lungimirante e saggia visione globale sul senso della vita. La sua pittura colta non costituisce mai un mero esercizio estetico, ma individua una cifra stilistica dotata di forte accensione emotiva, che accoglie, fonde e custodisce in sè tecnica, idee e cuore in un mix impeccabile di scansioni sequenziali, all’insegna di un magnetismo spettacolare, teatralizzato che esorta a porsi domande e interrogativi e a trovare le risposte e le soluzioni insite nel particolare codice semantico.
RECENSIONE CRITICA – a cura di Elena Gollini
NTERVISTA ALL’ARTISTA – a cura di Elena Gollini
D: Come ti definiresti in qualità di artista di genere figurativo?
R: Mi definisco una “realista”, quello che mi piace disegnare è tutto ciò che mi trasmette emozione. Catturo l’attimo con la macchina fotografica o con il cellulare che può essere il silenzio di uno scorcio o la bellezza di un fiore ma ciò che mi attira nelle persone è lo sguardo e le mani: mi piace immaginare a cosa stanno pensando. Il ritratto è il genere che preferisco e che mi appassiona di più. Quando eseguo un ritratto su commissione chiedo sempre più di una foto e cerco di capire di più il soggetto da rappresentare, andando al di là della riproduzione. Poi segue la scelta della tecnica più adatta da usare per trasmettere un’emozione.
D: Hai in serbo dei progetti artistici per il 2018? Come vuoi portare avanti il tuo percorso creativo?
R: Sicuramente il mio progetto è quello di continuare a disegnare a prescindere dal tempo a disposizione, che ahimè ne ho molto poco in questo momento e a prescindere dai riscontri economici: disegnare, sperimentare ed insegnare mi far star bene. Continuerò ad esporre in collettive, se mi vorranno, perché questo mi fa conoscere altri artisti e posso confrontarmi con loro. Sto pensando di fare una personale ma valuterò il tutto momento per momento ma i lettori potranno seguirmi sui social dove sono iscritta o sul mio sito internet www.daniaminottiart.com.
D: Un tuo commento di valutazione e di riflessione sul mondo dell’arte contemporanea in generale.
R: Mi rendo conto che è un mondo difficile e complicato. Oggi grazie alla tecnologia si ha più modi di farsi conoscere al di fuori del luogo in cui l’artista vive. Con internet ed ora con Facebook od altri social simili si possono conoscere virtualmente e non, altri artisti che non necessariamente usano la tua stessa forma d’arte e che magari sono dall’altra parte del globo ma che hanno voglia di esprimersi, scambiare impressioni e tecniche nuove. E ce ne sono tanti e di bravissimi. Penso che fin da piccoli bisognerebbe essere sensibilizzati a tanta bellezza che si svela in tutte le forme: in fin dei conti viviamo in un posto pieno di cultura e di arte che facilita l’ avvicinarsi a tutte le espressioni artistiche.